Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il diritto alla difesa di Israele e la trappola di Hamas le analisi di Richard Perle e Carlo Jean
Testata:Corriere della Sera - Il Messaggero Autore: Ennio Caretto - Carlo Jean Titolo: ««Lo Stato ebraico ha il diritto di difendersi» - Un paese ostaggio del terrorismo»
Un'intervista a Richard Perle sulla crisi di Gaza, dal CORRIERE della SERA del 3 marzo 2008:
WASHINGTON — «Israele ha il diritto e il dovere di difendersi e negarglielo significherebbe negarlo a qualsiasi Stato sia attaccato. La perdita di vite umane a Gaza è dolorosa, ma il vero responsabile è Hamas». L'ex sottosegretario alla Difesa e leader neocon Richard Perle non ha dubbi. «Che cos'altro potrebbe fare Israele se non contrattaccare a Gaza? Di là partono i missili che uccidono i suoi cittadini. Non può permettere che Hamas ne lanci sempre di più». Non c'è modo di prevenire i lanci? Di negoziare, ad esempio? «Israele aveva cercato di dissuadere Hamas dall'aggredirlo e aveva ripreso a negoziare con Abu Mazen. Ma il presidente palestinese non controlla Hamas, che vuole distruggere Israele. E l'intelligence israeliana, sebbene ottima, non può prevenire ogni attacco». Allora ci saranno altri bagni di sangue? «Spero di no, ma temo di sì. E avranno un effetto politico molto negativo. I missili partono da territori restituiti ai palestinesi da Israele. Chi dice che non partirebbero anche dalla Cisgiordania se Israele la restituisse? Abu Mazen potrebbe o vorrebbe vietarlo? È un'ombra che peserà su qualsiasi trattativa». La formula «territori in cambio di pace» è controproducente? «A mio parere sì. La chiave della pace è l'accettazione di Israele da parte dei palestinesi».
Segnaliamo anche sul MESSAGGERO un'analisi di Carlo Jean, "Un paese ostaggio del terrorismo" che sottolinea il ricatto di Hamas, realizzato colpendo i civili israeliani e facendosi scudo di quelli palestinesi.