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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
30.01.2008 "Conservare le memorie dei sopravvissuti dell’Olocausto"
Steven Spielberg spiega lo scopo della Shoah Fondation

Testata:
Autore: Steven Spileberg
Titolo: «Spielberg e la Shoah: tante storie che vanno raccontate»
Da L'UNITA' del 30 gennaio 2008,il saluto del regista Steven Spielberg ai 7500 studenti toscani riuniti ieri al Mandela forum di Firenze per la Giornata della Memoria :

La storia ci ha insegnato molte dure lezioni e spesso quelle più dolorose sono le più facili da dimenticare, ma anche le più importanti da ricordare. È per questo motivo che non dobbiamo mai dimenticarci dell’Olocausto e delle sue vittime.
Ognuno di noi vuol essere riconosciuto individualmente, a volte, però, siamo pronti a generalizzare nei confronti degli altri in base alla loro apparenza, alla loro religione o al loro background culturale. Generalizzare in questa maniera è di per sé innocuo, ma scegliendo di ignorare le caratteristiche uniche ed individuali di una persona facciamo un passo verso il negare la sua umanità. Questo è quello che è successo a milioni di persone durante l’Olocausto. Quello che era iniziato come uno stereotipo divenne genocidio. E se ogni stereotipo non si trasforma in genocidio, alla base di tutti i genocidi ci sono gli stereotipi.
Non possiamo disfare i fallimenti del passato ma possiamo evitare di ripeterli imparando a capire che le vittime dell’Olocausto erano persone come noi che vivevano la vita con le sue gioie e i suoi dolori. Un piccolo ma prezioso numero di loro è sopravvissuto al tentativo di sterminio e ha vissuto abbastanza a lungo da poter raccontare la loro storie alle macchine da presa ed ai microfoni della Shoah Fondation.
Nel 1994 ho creato appunto la Shoah Fondation con lo scopo di dare ai sopravvissuti dell’Olocausto e ad altri testimoni la possibilità di condividere con il mondo intero le storie delle loro vite. Abbiamo visitato 56 Paesi ed intervistato decine di migliaia di persone di cui più di 400 qui in Italia. Ogni testimonianza è preziosa perché racconta una storia unica. Al tempo stesso, però, le testimonianze nel loro insieme trasmettono un messaggio di grande forza: per quanto orribile e tragico sia stato l’Olocausto il messaggio dei sopravvissuti è anche un messaggio di pace. Un messaggio che afferma la dignità dell’individuo, il valore del coraggio tra la compiacenza ed il potere della vita sulla morte.
Conservare le memorie dei sopravvissuti dell’Olocausto e degli altri testimoni è stato un mio sogno. Condividere il loro messaggio è stata la mia passione degli ultimi dieci anni, ed è motivo di grande gioia per me sapere che le testimonianze di 50 sopravvissuti italiani sono state affidate alla Toscana Film Commission, unendosi così ad altre collezioni di testimonianze custodite presso l’Archivio Centrale dello Stato ed in altre parti d’Italia.
Chiunque ne abbia il desiderio può guardare queste testimonianze. E sono grato alla Toscana Film Commission di aver onorato le vite dei sopravvissuti mettendo le loro storie a disposizione del pubblico. Questa Giornata internazionale della Memoria rappresenta una nuova opportunità per tutti noi, per la nostra civiltà. Indica che forse vogliamo finalmente confrontarci con il passato e dimostra che siamo determinati a superare l’intolleranza.

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