Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Cercare la pace senza dimenticare la minaccia del terrorismo e dell'Iran: l'impegno di Bush e Olmert l'analisi di Fiamma Nirenstein
Testata: Il Giornale Data: 10 gennaio 2008 Pagina: 15 Autore: Fiamma Nirenstein Titolo: «Bush in Israele: L'Iran non provochi o risponderemo»
Dal GIORNALEdel 10 gennaio 2008:
Due leader determinati a cercare una pace perigliosa, ma che non si dimenticano per un attimo del terrorismo come nemico principale: questo è stato ieri l’impatto fra Bush e Olmert e la loro comune promessa. Pace e lotta alla jihad, anche a quella iraniana. In più tre sorprese e quattro diversi sfondi. George W. Bush è arrivato in Israele verso mezzogiorno sospendendo il respiro stesso della nazione legata all’America da tutti i fili più fragili e importanti: la democrazia, la resistenza al terrorismo, il senso del confine, la palestra bellica... Gerusalemme era silente e nebbiosa, niente auto, i negozi e le scuole chiusi, solo migliaia di poliziotti e gli uomini della sicurezza americana nei dintorni dell’Hotel King David.
I teatri: il primo quello dei sorrisi, del jet lag che chiude gli occhi della Rice seduta, l’ossessivo lavoro della sicurezza, le cravatte di Olmert, Peres e Bush e i tailleur pantalone di Tzipi Livni e di Condi. Il secondo: bandiere israeliane e americane in fiamme, dimostrazioni di Hamas a Gaza, slogan furiosi per mettere in difficoltà Abu Mazen. Il terzo teatro: Sderot, disperata in un giorno terribile, con gli altoparlanti che gridano «colore rosso», la parola d’ordine che preannuncia i missili kassam. Ne sono stati sparati dieci da Gaza: un ferito, case distrutte, urli di sirene, madri in lacrime che corrono di qua e di là con neonati senza rifugio. Il quarto: due incursioni dell’esercito israeliano per bloccare l’attacco, due nidi di missili distrutti a Gaza e due morti.
Shimon Peres prima, e poi Olmert con Bush sono arrivati quasi alle pacche sulle spalle, Peres ha baciato Condi, si sono sentiti una quantità di reciproci complimenti: alla conferenza stampa a casa del premier è stato riaffermato l’impegno per la pace entro il 2008 deciso ad Annapolis, la necessità di sacrifici consistenti e, da parte di Bush, la fiducia in Abu Mazen e Olmert. Notevoli il reiterato impegno di Bush a legare il tema della pace con quello della lotta al terrorismo, un apprezzamento diretto della bravura di Israele a lottare e restare democratica, la descrizione decisa della crudeltà di chi uccide innocenti, donne e bambini, per perseguire scopi fanatici e insensati. Bush ha ribadito, alla vigilia di un giro che lo porta in Paesi nessuno dei quali è democratico, nell’individuazione della democrazia il bene supremo e portatore di pace per il mondo arabo.
La sorpresa maggiore si è avuta sull’Iran: Bush ha spiegato che l’Iran per lui è e resta un Paese pericoloso, e che se anche nel 2003 ha interrotto la produzione della bomba atomica, o ci è già tornato o ci può tornare in ogni momento. Gli Usa si impegneranno a fondo per fermarlo, ha detto, e nonostante abbia parlato di sanzioni come strumento principale, il tono era quello di chi corregge l’idea che gli Usa se ne resteranno a braccia conserte se Ahmadinejad dovesse insistere con i progetti aggressivi. Bush ha ribadito il diritto di Israele a difendersi: «Questo sarà, oggi, il primo problema di cui parlerò ad Abu Mazen». Ha spiegato che lo Stato palestinese a cui puntano le trattative in corso comprende Gaza, e che nessuna sua parte dovrà essere una sentina terroristica. Bush ha enumerato fra i problemi da affrontare quello del diritto al ritorno: Condi annuiva. Infine Olmert ha menzionato l’impegno di Israele a sgomberare gli avamposti illegali degli insediamenti, ma ha aggiunto che su Gerusalemme esistono leggi e problemi di sicurezza. Bush ha taciuto.
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