Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Se vogliono i nostri aiuti, i paesi islamici rispettino i diritti religiosi proposta di risoluzione all'Europarlamento
Testata: Il Giornale Data: 15 novembre 2007 Pagina: 10 Autore: la redazione Titolo: ««L’Ue conceda aiuti ai paesi islamici solo se rispettano i diritti religiosi»»
Dal GIORNALE del 15 novembre 2007:
Strasburgo. Può l’Europa, sempre in prima fila nella difesa dei diritti delle minoranze, continuare a ignorare il crescente sterminio di tanti cristiani? Può l’Ue continuare a finanziare lo sviluppo di paesi africani e mediorientali in cui si espellono o peggio si assassinano cattolici, protestanti, ortodossi, copti e comunque seguaci di Gesù? L’interrogativo piomba oggi nell’aula dell’Europarlamento, a firma del vicepresidente dell’organismo Mario Mauro, corredato da una secca elencazione di episodi del 2007: dal rapimento di due sacerdoti cattolici a Mosul, all’assassinio di due cristiani e di un sacerdote caldeo sempre in Irak, dagli attacchi alle chiese cattoliche in Pakistan all’uccisione del libraio palestinese evangelico Rami Khader, dall’omicidio di due sacerdoti copti in Egitto ai fatti turchi e a quelli in Cina (repressione) Filippine (il rapimento di padre Bossi) e in tanti altri paesi. Nella risoluzione messa a punto - alla quale mostrano di voler aderire oltre i popolari, anche i socialisti - si chiede il rispetto dei diritti religiosi, l’intervento dei capi di Stato della Ue, una maggiore attenzione della commissione, ma anche e soprattutto che ogni «elaborazione e implementazione dei programmi di cooperazione e aiuto allo sviluppo» sia concessa solo se viene rispettato il principio di una vera libertà religiosa
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