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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
14.11.2007 Elogia la tortura e l'uccisione degli omosessuali
un parlamentare iraniano in visita a Londra

Testata: Il Giornale
Data: 14 novembre 2007
Pagina: 1
Autore: Erica Orsini
Titolo: «Vi spiego perché i gay devono essere impiccati»
Dal GIORNALE del 14 novembre 2007 

Gli omosessuali dovrebbero essere impiccati o torturati, se possibile meglio entrambe le cose. Sempre che esistano, naturalmente. Durante una sua recente visita a New York, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, rispondendo alla domanda di uno studente sulla pena di morte per i gay, aveva detto che si trattava di un falso problema dato che nel suo Paese gli omosessuali non esistono.
Ma ieri il quotidiano britannico The Times ha riferito il contenuto inquietante di una conversazione tra un deputato iraniano, Mohsen Yahyavi, e alcuni colleghi inglesi in occasione di una riunione dell’Unione interparlamentare a Londra nel maggio scorso. Si tratta della prima volta che un membro del Parlamento di Teheran ammette l’atroce realtà. Da noi i gay, ha dichiarato Yahyavi, vengono torturati o uccisi e le adultere lapidate.
Da tempo la Gran Bretagna aveva denunciato la situazione chiedendo un intervento forte dell’Europa. L’ultimo caso riguardava non omosessuali, ma una giovane che lo scorso giugno era stata impiccata nella città di Gorgan dopo che il fratello l’aveva messa incinta. Lui era stato prosciolto da ogni accusa perché aveva detto di essersi pentito. Il governo inglese aveva denunciato l’iniquità della legge iraniana che discrimina le donne e aveva invitato Teheran a ricorrere alla pena capitale solo in caso di reati gravissimi.
Evidentemente l’essere gay costituisce una colpa degna del patibolo poiché anche attualmente continuano a pervenire dall’Iran notizie di esecuzioni. A confermarlo le parole di Yahyavi, esponente della commissione parlamentare per l'energia. Quando i colleghi inglesi gli chiesero spiegazioni sul caso di due minori impiccati, le cui fotografie sono state poi diffuse su Internet, il politico avrebbe semplicemente spiegato che «per l’islam l’omosessualità è proibita».
Secondo quanto riportato dal Times, Yahyavi aveva anche sottolineato che se «simili attività rimangono nella sfera privata non c’è problema, ma quando diventano pubbliche allora devono esser punite». Con la tortura, ma anche con la morte. «L’omosessualità è contro la natura umana - ha spiegato il deputato iraniano - e gli uomini esistono per riprodursi, gli omosessuali non si riproducono».

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