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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
13.11.2007 L'Autorità palestinese rifiuta di riconoscere Israele come "Stato ebraico"
lo dichiara il consigliere di Abu Mazen Saeb Erekat

Testata: Corriere della Sera
Data: 13 novembre 2007
Pagina: 14
Autore: la redazione
Titolo: «Erekat: «Non riconosciamo Israele come uno Stato ebraico»»
Dal CORRIERE della SERA del 13  novembre 2007:

GERUSALEMME — Adesso che sembra esserci una data definita (il 27 novembre), i negoziati tra israeliani e palestinesi per il vertice di Annapolis diventano «difficili». Saeb Erekat (foto),
consigliere di Abu Mazen, ha spiegato che le due squadre non hanno ancora cominciato a stilare un documento comune. E ha aggiunto un commento, che ha aumentato le distanze diplomatiche: «Riconosciamo il diritto di Israele a esistere. Ma i palestinesi non accetteranno Israele come uno Stato ebraico». «Il riconoscimento della nostra identità — ha commentato Miri Eisin, una portavoce del premier Ehud Olmert — non è in discussione. Ci aspettiamo questo passo da qualunque nazione voglia avere un trattato di pace con noi». I preparativi per il summit negli Stati Uniti — che secondo la radio israeliana dovrebbe svolgersi per un solo giorno— passano anche dalla Turchia. Ad Ankara, sono in questi giorni Abu Mazen e Shimon Peres. Peres sarà il primo capo di Stato israeliano a parlare davanti al parlamento turco. Preannunciando la vista del presidente, il premier israeliano Olmert aveva parlato esplicitamente di un evento di portata epocale: «La Turchia — aveva detto — è un importante Paese musulmano e democratico, che può giocare un importante ruolo nel nostro riavvicinamento al mondo arabo».
Abdullah Gül si è proposto anche come mediatore con la Siria: «Damasco è interessata alla pace vera». Il presidente turco ha sostenuto con Peres la necessità che i siriani vengano invitati ad Annapolis e si è offerto di lavorare per il rilascio dei due soldati israeliani rapiti dagli Hezbollah, nell'estate del 2006.

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