Apartheid in Israele? La calunnia smentita dalle urne: gli arabi conquistano 19 seggi nella grande democrazia israeliana
Commento di Deborah Fait

Deborah Fait
C’è una parola che viene ripetuta fino alla nausea quando si parla di Israele: apartheid. Una parola usata come un marchio d’infamia, agitata nelle piazze, nei cortei e nei comunicati di chi ha deciso che lo Stato ebraico debba essere condannato sempre e comunque sulla base del nulla.
Poi arrivano le elezioni. E la realtà, qualche volta, ha il difetto di fregarsene della propaganda.
Il risultato delle elezioni israeliane del 27 ottobre ha dato ai partiti arabi, complessivamente, 19 seggi. Un risultato storico, che potrebbe rendere la rappresentanza politica araba determinante nelle trattative per la formazione del prossimo governo. Sono stati scoperti brogli nella comunità araba, buste piene di soldi, buoni benzina e quant'altro. Sono andati a votare in blocco, persino le donne beduine che non si recavano mai alle urne. Come mai? Eccolo qua il motivo: tre persone arrestate: secondo la stampa israeliana, tre uomini sospettati di essere legati ad attività del partito arabo Ra’am sono stati arrestati alla vigilia del voto. La polizia avrebbe sequestrato buste contenenti decine di migliaia di shekel, sospettate di essere destinate a corrompere elettori. Sono accuse che naturalmente richiederanno indagini serie. Tutto questo sarà verificato dalla giustizia. Io desidero mettere in chiaro che l'accusa di apartheid venga definitivamente cancellata dal vocabolario infame e infamante di chi fa delle calunnie a Israele la propria ragione di vita.
Fatevi una domanda, cari nemici antisemiti, e datevi una risposta: com’è possibile descrivere Israele come un Paese che applica l'apartheid e ignorare che i suoi cittadini arabi votano, eleggono propri rappresentanti e partecipano alla vita parlamentare oltre che, pienamente, a quella lavorativa e sociale del Paese? Non trovate da soli che sia un controsenso? Cosa vi suggerisce il cervello, sempre che ne possediate uno funzionante?
Israele è una grande democrazia se si pensa che dal giorno della sua ri-fondazione non ha potuto vivere un solo giorno senza il pericolo di guerre per la sua distruzione e terrorismo. Quale altra democrazia avrebbe resistito a tanto stress?
In Israele possono votare e avere i loro rappresentanti alla Knesset anche coloro che, pur essendo cittadini israeliani, potrebbero essere nemici e simpatizzanti dei terroristi di Hamas. E' un pericolo, potrebbe essere un grande pericolo, perche' non abbiamo sentito nessuna condanna al 7 Ottobre da parte dei partiti arabi israeliani. Però votano e lo fanno perche' la legge israeliana non ammette discriminazioni fra cittadini, a qualunque etnia appartengano.
Vorrei ricordare una realtà molto importante: i cittadini arabi di Israele sono gli unici arabi di tutto il Medio Oriente chiamati al voto democratico. A Ramallah non si vota dal 2005. A Gaza non si vota dal 2006. A Ramallah si sono fatte le prime elezioni nel 1996 e Arafat fu eletto con l'88% dei voti. Che strano, vero? Poi nessuna elezione fino a dopo la sua dipartita. Ma nessuno in Occidente ne parla, nessuno osa dire che l'ANP sia una dittatura islamica come Hamas a Gaza.
Le urne israeliane hanno qualcosa da ricordare a chi distribuisce condanne senza appello: i fatti contano. Le parole di gente ignorante, che non capisce nulla di Israele e che non ne conosce la storia sono propaganda oltre tutto ben remunerata.
Le elezioni rendono molto difficile sostenere che la complessità della società israeliana e la democrazia che la anima da sempre possano essere cancellate con una sola parola. Quale altra calunnia e menzogna si inventeranno adesso? Abbiamo dimostrato che non esiste nessun genocidio a Gaza, le elezioni hanno dimostrato plasticamente che non esiste apartheid in Israele. Adesso, antisemiti dei miei stivali, dovrete pensare a qualcosa d'altro per inventare un'altra accusa del sangue ma prima guardate le urne, controllate i voti, andate per le nostre strade, entrate negli ospedali, nelle università e poi VERGOGNATEVI.