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Informazione Corretta Rassegna Stampa
17.10.2026 Il buon Formigli e l'odio
Commento di Lidano Grassucci

Testata: Informazione Corretta
Data: 17 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Lidano Grassucci
Titolo: «Il buon Formigli e l'odio»

Il buon Formigli e l'odio

Commento di Lidano Grassucci

Lidano Grassucci e il suo libro: “Ucraina. La guerra vista da lontano”. La  mia recensione. - Fatto a Latina

Lidano Grassucci

 

Un attore recita — mi pare si chiami Massini. Parla a mitraglia del male, fa giochi di parole sul male, fissa il pubblico evocando il male. E così tutti si preparano al male i tempi che verranno in questo teatro registrato.

​Poi entra Formigli, Corrado Formigli, come la Madonna che appare ai peccatori: è misericordioso. Concede, il buono davanti al male, di aver sbagliato. Si pente di un granello di polvere, ma schiva con cura il letame della vita senza neppure sentirne l'odore. Dice che sì, forse, il 7 ottobre avranno pure bruciato qualche bambino, ma non si sa, si vedrà...

Precisando che ha letto tanto non trovando altro che se stesso, ma è misericordioso e si "pente" lo stesso.

Però — e qui torna la premessa sul male del bravo attore — nulla giustifica il massacro arrivato dopo. Nulla giustifica il male che ora ha un nome ben preciso: Israele, insieme a chiunque lo sostenga. Formigli parla con tono pacato, in perfetto contrasto con la foga agitata dell'attore: che buono che è. Suo lo studio, suo il pubblico, suo il programma, sua la regia dei contributi e la scelta degli ospiti.

​Tra questi, una professoressa universitaria di storia che la storia non la analizza, la recita: non con i dubbi dello storico, ma con le certezze del credente. E poi c'è Fratoianni — che avrà parcheggiato la sua Tesla fuori dagli studi — pronto a fare le facce a chiunque provi a dire qualcosa di diverso: che cattivi questi destri...

​Di fronte a loro c'è un mitissimo Giubilei, che quasi si scusa di pensare che il mondo sia diverso da questa perfetta macchina costruita per confermare ciò che si vuole credere vero. Celeste Vichi, dell'unione delle associazione Italia-Israele, prova a controbattere: viene interrotta, le fanno le smorfie. La mettono, inquadrata male, di fronte a una fonte anonima che parla con non si capisce chi. "Fonte nascosta", dicono. Io ho un fonte nascosta che dice, di nascosto, che la terra è piatta come una pizza margherita.

​Intanto, uno degli autori del reportage da Gaza, di Naza, parla della cattiveria di Israele, della sua degenerazione, e inveisce contro il governo. Da dove parla? Da Tel Aviv. Dice esattamente ciò che vuole, dimostrazione vivente che lì la libertà esiste e lui ne è la prova. Da Gaza, invece, non c'è nessun collegato che racconti la viltà di Hamas.

​I bambini morti e uccisi vengono usati in una conta macabra, utile solo a giustificare l'attribuzione del male all'altro. Bambini mandati incontro alla morte da chi avrebbe dovuto mettersi al loro posto per salvarne il futuro, senza il rancore del presente e del passato. Ma questo non è dato.

​Il pubblico applaude. La professoressa bionda si indigna davanti alla Storia, dimenticando che chi la storia la conosce davvero ne conosce anche la perfidia, sapendo che a scriverla è l'uomo: un lupo, non certo un agnello. Ma per ricordarlo bisognerebbe aver letto Machiavelli, o Guicciardini.

​Uno spettacolo manco bello: noioso, inutile.

​E Fratoianni? Schifa chi ha davanti, rassicurato dalla sua Tesla che non inquina, con la consorte parlamentare come lui per via della parità di genere e del giusto che è giusto. Fa le smorfie, a questi prezzi farei il mimo.

​Finisce così. Il pubblico ha ottenuto ciò che voleva: un cattivo da odiare per evitare di doversi mettere a pensare. E Formigli? Lui è buono. Buono come un panettone intriso di zucchero, che alla fine ti rinfaccia persino la sua bontà.

A casa i buoni sono confortati il male individuato e Celeste Vichi riesce a dire: con le prove che avete non avreste convinto manco un giudice di pace.

Ma sono buoni.


takinut3@gmail.com

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