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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Libero Rassegna Stampa
09.04.2026 'Liberate Hannoun', islamici in festa
Cronaca di Massimo Sanvito

Testata: Libero
Data: 09 aprile 2026
Pagina: 1/11
Autore: Massimo Sanvito
Titolo: «'Liberate Hannoun', islamici in festa»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 09/04/2026, a pag. 1/11, la cronaca di Massimo Sanvito dal titolo "'Liberate Hannoun', islamici in festa"

Italy arrests nine over alleged Hamas funding through charities - Yahoo  News UK

Mohammad Hannoun

La Cassazione annulla l’arresto dell’uomo accusato di essere il capo di Hamas in Italia

“Hannoun libero”. Alla fine, i cori dei pro-Pal hanno trovato quasi compimento nella sentenza della quinta sezione della Corte di Cassazione che ha annullato – con rinvio al Riesame di Genova – l’arresto di Mohammad Hannoun. Architetto giordano, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia e soprattutto, secondo le accuse, ai vertici della cellula italiana di Hamas grazie alla sua “Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese”, possibile strumento per raccogliere fondi da destinare ai terroristi. Nell’attesa che i giudici si pronuncino – avranno dieci giorni di tempo per decidere – Hannoun resterà nella sua cella dentro il carcere di massima sicurezza di Terni, doveè recluso dallo scorso dicembre. Sotto la lente d’ingrandimento della Suprema Corte l’utilizzabilità dei file israeliani prodotti dallo Shin Bet, l’intelligence interna israeliana, esclusi dagli atti perché acquisiti tramite fonte anonima: le motivazioni ufficiali arriveranno tra un mese ma con ogni probabilità quei documenti, comegià disposto dal Riesame e dagli stessi procuratori generali della Cassazione, sono stati definitivamente stralciati dall’inchiesta. Tradotto: non sarebbero più fonti di prova. In netto contrasto con le posizioni dei pm genovesi. Gli ermellini hanno annullato conrinvioanche le ordinanze di custodia cautelare spiccate nei confronti di Ra’edDawoud,Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, anche loro in galera con l’accusa, pesantissima, di aver finanziato i miliziani di Hamas. 

ALTRI RICORSI La Suprema Corte ha inoltre decretato inammissibili i due ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione, decisa dal tribunale del Riesame in precedenza, di Raed Al Salahat e di KhalilAbuDeiah, quest’ultimo legale rappresentante dell’associazione La Cupola d’Oro. «Visto che il provvedimento riguarda tutti, sembraevidente chei giudici abbiano ascoltato e immagino accolto il tema di fondo posto da me e dagli altri difensori, cioè è configurabile in questo caso il 270bis (l’associazione terroristica, ndr)?», ha detto all’Adnkronos l’avvocato Fabio Sommovigo. Hannoun, a suo tempo ospite d’onore in Parlamento di Pd e Movimento 5 Stelle, non più tardi dello scorso ottobre, duranteunodei soliti cortei pro-Pal a Milano, in riferimento alle esecuzioni massa perpetrate da Hamas a tregua appena sancita aveva candidamente dichiarato: «Tutte le rivoluzioni del mondo hanno le loro leggi. Chi uccide va ucciso, i collaborazionisti vanno uccisi. Oggi l’Occidente piange questi criminali, dicono chei palestinesihannoucciso poveri ragazzi, ma chi lo dice che sono poveri ragazzi? ». 

DASPO E ODIO Parole che gli erano valse il secondo daspo dal capoluogo lombardo: il primo se l’era meritato nelnovembre del 2024 per aver elogiato la caccia all’ebreo dopo il fischio finale di Ajax-Maccabi di Europa League. «Hanno fatto bene a picchiare i tifosi israeliani perché urlavano morte agli arabi e ai musulmani inneggiando all’esercito criminale israeliano e ai crimini contro i gazawi. Se la sono cercata», aveva detto. A proposito del massacro del 7 ottobre, l’ultrà pro-Pal parlava di «narrazioni non verificate, come il presunto massacro di bambini o gli stupri attribuiti ad Hamas». Capito? Hannoun, per via della sua “Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese”, era già finito nella black list del Dipartimento del Tesoro americano con la stessa accusa: essere un finanziatore dei terroristi di Hamas. Ieri, a Roma, sotto la Corte di Cassazione, un presidio solidale ha atteso la decisione dei giudici. Poi, seppur parzialmente, è scattata la festa: il tripudio di antagonisti e pro-Pal.

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