Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il rapporto britannico sul 7 ottobre Redazionale di Shalom
Testata: Shalom Data: 20 marzo 2026 Pagina: 1 Autore: Redazione Titolo: «Il rapporto britannico sul 7 ottobre»
Riprendiamo da SHALOM, redazionale dal titolo "Il rapporto britannico sul 7 ottobre".
Il rapporto sul massacro del 7 ottobre 2023 smonta con dati e testimonianze ogni tentativo di relativizzare o negare l’accaduto. Non è solo un’indagine, ma un argine contro la disinformazione che prolifera nel tempo reale dei social
Un’indagine parlamentare documenta il massacro e fissa i dati contro la disinformazione
Un aggiornamento del rapporto parlamentare britannico sugli attacchi del 7 ottobre 2023 ha offerto una delle ricostruzioni più complete e documentate del massacro compiuto da Hamas nel sud di Israele. Commissionato dall’All-Party Parliamentary Group (APPG) su Israele e guidato dallo storico Lord Andrew Roberts di Belgravia, il dossier si propone esplicitamente come uno strumento per contrastare il negazionismo e le distorsioni emerse già nelle ore successive all’attacco.
Il documento, che supera le 300 pagine, integra nuove testimonianze, tra cui quella dell’ex ostaggio Emily Damari e di Anat Ron-Kendall, unica sopravvissuta britannica nota. L’obiettivo dichiarato è quello di fornire un resoconto “autorevole e verificato” di quanto accaduto, in risposta alla crescente diffusione di narrazioni distorte.
Secondo i dati raccolti, l’attacco ha causato la morte di 1.182 persone, oltre 4.000 feriti e il rapimento di 251 ostaggi. Circa il 73% delle vittime erano civili, tra cui bambini e anziani, rendendo l’evento il più grave massacro di ebrei dalla Shoah.
Il rapporto evidenzia la natura pianificata e sistematica dell’operazione: Hamas avrebbe preparato l’assalto per anni, arrivando a costruire modelli di comunità israeliane per esercitarsi. Le testimonianze e le prove raccolte descrivono esecuzioni di massa nelle abitazioni, persone bruciate vive nei rifugi, attacchi mirati al festival Nova e l’uso deliberato di violenza sessuale e mutilazioni come strumenti di terrore.
Un elemento centrale del dossier è anche la dimensione “digitale” della violenza: i terroristi hanno filmato e diffuso le atrocità, utilizzando i social media e i telefoni delle vittime per amplificare l’impatto psicologico degli attacchi.
Il rapporto insiste inoltre sul fenomeno del negazionismo, paragonato dagli autori a quello della Shoah, sottolineando come la rapidità della disinformazione contemporanea renda ancora più urgente la costruzione di un archivio storico basato su prove forensi, testimonianze dirette e materiale video.
Nelle parole dei promotori, il documento non è solo un’indagine, ma un “memoriale permanente” per le vittime e uno strumento educativo per governi e società civile, affinché “la verità su quel giorno non venga mai dimenticata, minimizzata o distorta”.
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