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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
20.03.2026 Allarme antisemita
Analisi di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 20 marzo 2026
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Allarme antisemita»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 20/03/2026, a pagina 1/VIII, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo: "Allarme antisemita".

Informazione Corretta
Giulio Meotti

After synagogue attacks, Belgium sending soldiers to guard Jewish  neighborhoods | The Times of Israel
Il Belgio decide di mandare i soldati a protezione dei luoghi sensibili per la comunità ebraica dopo l'attentato alla sinagoga di Liegi. In Europa l'antisemitismo continua a crescere in modo preoccupante

Roma. Prima un’esplosione ha colpito una sinagoga a Liegi, in Belgio, danneggiando l’esterno dell’edificio. Poi è stato appiccato un incendio all’ingresso della sinagoga ortodossa di Rotterdam, nei Paesi Bassi. Infine, un ordignoesplosivo è stato detonato all’esterno di una scuola ebraica nel quartiere di Buitenveldert ad Amsterdam.Particolarmente inquietanti la velocità e la frequenza con cui violenti attacchi antisemiti si stanno verificando nelle città europee e l’incapacità dei servizi di sicurezza di prevederli. Come dieci anni fa dopo gli attentati a Charlie Hebdo, quando il Belgio mandò cento paracadutisti a presidiare i quartieri ebraici di Anversa e Bruxelles, la storia si ripete come una maledizione. Dopo otto attacchi antiebraici ad Anversa e la bomba a Liegi, per il governo belga era il momento di dispiegare nuovamente l’esercito nelle strade del regno.

I soldati garantiranno la sicurezza dei quartieri, delle sinagoghe e delle scuole ebraiche in Belgio. Soldati con fucili d’assalto davanti alle scuole, alle sinagoghe, ai centri comunitari. Uomini in mimetica che sorvegliano bambini con lo zaino sulle spalle e anziani che vanno a pregare. Anche nel ghetto di Roma in questi giorni sono aumentati i soldati per le strade. “In un contesto di crescente antisemitismo, l’attacco alla sinagoga di Liegi è servito da monito: la minaccia per la comunità ebraica in Belgio è molto reale” ha spiegato il governo.

Dopo la bomba alla sinagoga di Liegi, diversi leader politici avevano chiesto il dispiegamento di personale militare per garantire la sicurezza degli ebrei. Tutti concordavano sul fatto che il tempo fosse essenziale. Non tutti, a quanto pare. Annelies Verlinden, ministra della Giustizia belga, si è trovata in disaccordo con il ministro della Difesa Theo Francken e il ministro dell’Interno Bernard Quintin. All’interno del governo di coalizione, il Partito cristiano-democratico della Verlinden chiede che si trovi una soluzione al sovraffollamento carcerario prima di adottare ulteriori misure di sicurezza. E ha portato a una dichiarazione agghiacciante di Sammy Mahdi, presidente del partito della Verlinden: “Se si può trovare una soluzione rapida ai problemi di sicurezza della comunità ebraica, non si può semplicemente lasciare che il problema della sicurezza nelle carceri persista”. Dal primo gennaio scorso,il Belgio aveva ritirato la polizia federale dal quartiere ebraico di Anversa, nonostante il massacro di Hanukkah a Sydney e i leader ebraici avessero messo in guardia contro 

un vuoto di sicurezza. Ma non era più il momento delle formule disarmate.

Intanto, dalla capitale dell’Unione europea, molti ebrei se ne stanno andando. Come Betty Dan, storica leader della comunità ebraica di Bruxelles, di cui ha diretto la radio, che ha deciso di fare le valigie e lasciare il paese per Israele. “Fino a qualche anno fa erano i pensionati a partire. Oggi sono le coppie con figli, vendono casa e lasciano tutto. Hanno paura”.

Il Community Security Trust della comunità ebraica inglese ha registrato 148 episodi di antisemitismo nel settembre 2023; quel numero è aumentato vertiginosamente a 1.390 un mese dopo, prima di stabilizzarsi su una media di trecento episodi al mese per tutto il 2024 e il 2025. Agenti del Mossad lavorano intanto nell’ombra fianco a fianco con i servizi britannici per difendere gli ebrei inglesi. Una collaborazione silenziosa, chirurgica, che stride con il gelo diplomatico calato tra Londra e Gerusalemme dopo l’inizio dell’Operazione Leone Ruggente, la campagna aerea che ha infiammato il medio oriente. Per dirla con Haaretz di ieri, “un attacco mortale contro un’istituzione ebraica in una città europea appare, in questo momento, come una terrificante inevitabilità”.

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