Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I violenti cercano l’incidente Commento di Daniele Capezzone
Testata: Il Tempo Data: 13 dicembre 2025 Pagina: 1 Autore: Daniele Capezzone Titolo: «I violenti cercano l’incidente. Con gli altri si gioca a nascondino?»
Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 13/12/2025, a pag. 1, con il titolo "I violenti cercano l’incidente. Con gli altri si gioca a nascondino?", il commento di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
Va difeso il pluralismo nelle scuole e nelle università contro ogni forma di indottrinamento ideologico e antisemitismo. Emblematico il caso della Sapienza, dove una presentazione di libro è stata di fatto sabotata per timore di contestazioni, lasciando campo libero ai violenti
Qui siamo garantisti, e quindi non possiamo sapere con certezza se davvero Francesca Albanese, in un collegamento online con un’assemblea scolastica, abbia accusato il governo di essere «fascista» e «complice di genocidio», con relativo incoraggiamento ai ragazzi a occupare le scuole. Tutto questo andrà accertato con rigore e scrupolo.
Certo, ha ragione da vendere il ministro Valditara quando chiede che gli interventi esterni nelle scuole prevedano punti di vista diversi, abituando i ragazzi a più prospettive. Di indottrinamento (per giunta, a senso unico) se n’è avuto già troppo.
Morale: nessuno (dalla Albanese ai suoi piccoli fan) si azzardi a parlare di censura. Al contrario, sarebbe l’ora di garantire pluralismo, molteplicità di stimoli, finendola con comizi faziosi e di parte.
A meno di accettare – tra scuole e università – un curioso doppiopesismo: o si porta in processione la Albanese come una madonna pellegrina, oppure, se invece qualcuno osa invitare un relatore «sgradito», si cerca l’incidente. Chi scrive, ad esempio, fu violentemente aggredito alla Sapienza un paio di anni fa; a David Parenzo è accaduto più di recente.
Ecco: ieri alla Sapienza era prevista una presentazione del mio ultimo libro, proprio insieme agli amici Parenzo e Andrea Ruggieri. Erano annunciate contestazioni (non a caso c’era già stato l’annullamento di una data un mesetto fa). Com’è finita? Per evitare incidenti, o forse (chissà) per complicare un po’ le cose, i bravissimi organizzatori Matilde De Giovanni e Giacomo Mollo sono stati destinatari di un piccolo bombardamento di mail dalle autorità universitarie per spostare l’aula della conferenza come una pallina da flipper, trasformando l’appuntamento in una tragicomica caccia al tesoro.
Mi domando: il problema lo «risolviamo» così allora? Carta bianca per i violenti, e semiclandestinità più blindatura per tutti gli altri? A quando la richiesta di presentarci incappucciati per non disturbare comunisti e ProPal?
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