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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Tempo Rassegna Stampa
06.12.2025 La stretta su Islam e radicalizzazione non può più attendere
Commento di Anna Maria Cisint

Testata: Il Tempo
Data: 06 dicembre 2025
Pagina: 3
Autore: Anna Maria Cisint
Titolo: «La stretta su Islam e radicalizzazione non può più attendere»

Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 06/12/2025, a pag. 3, con il titolo "La stretta su Islam e radicalizzazione non può più attendere", il commento di Anna Maria Cisint. 

La sindaca di Monfalcone candidata alle Europee: “Qui portano la sharia, in  cambio diamo case popolari” - la Repubblica
Anna Maria Cisint, eurodeputata della Lega, denuncia una strategia di espansione dell’islamismo in varie città italiane ed europee, favorita da leggi permissive, finanziamenti esteri e fondi illeciti. Sostiene che questo fenomeno crei enclavi radicalizzate che puntano a influenzare la politica locale

È in atto vera e propria strategia di conquista. L'ho vissuto a Monfalcone da sindaco, ed è nei fatti in molte città italiane come Roma, Bologna, Torino, Milano, Firenze, ma anche più piccole come Sassuolo e Mestre. E lo vediamo in Francia, dove l'intelligence ha lanciato un allarme rosso sull'islamismo in Europa. Un fenomeno che, tra tolleranza e leggi troppo morbide - come quella sui ricongiungimenti familiari che con questo Governo abbiamo finalmente modificato e su cui arriverà un'ulteriore stretta - trova terreno fertile proprio in quelle realtà dove il numero di extracomunitari è esploso. Dove la quasi totalità degli studenti nelle scuole non è italofona, le attività commerciali storiche sono state sostituite da quelle etniche e da moschee, che si reggono su finanziamenti provenienti da Paesi, come il Qatar e da organizzazioni vicine alla Fratellanza Musulmana, come UCOII.
Ma anche su fondi illeciti, come quello del "pizzo islamico": denaro estorto dai capi delle comunità, rimesso in circolo per foraggiare tale strategia occupazione territoriale, in cui ogni nuovo insediamento diventa un tassello di un disegno volto a sovvertire il nostro sistema economico e politico. Un habitat ideale dove pullulano integralismo e centri islamici, zone franche dove si predica la Sharia. Ne abbiamo visto gli effetti in Francia: un sondaggio vede i giovani molto più radicalizzati delle generazioni precedenti, indottrinati dagli imam all'odio verso l'Occidente. Poi si passa alla scalata politica, perché è proprio questo quello che vogliono: annullarci e governarci. Prima sfruttando la sinistra - che si svende per voti e ideologia - per poi, quando le comunità hanno i "numeri", scaricarla e lanciare il partito islamista come a Monfalcone e a Roma. E accadrà così anche a Torino e Bologna. Per questo è più che mai necessario intervenire: da tempo, con la Lega al Governo, stiamo lavorando a un pacchetto di norme contro la radicalizzazione. Il principio è semplice: senza regole chiare nessuno spazio può essere concesso agli islamici. È una questione di sicurezza e di difesa dell'Italia, che se intende ancora avere un futuro deve preservare la sua identità senza più cedere terreno a chi vorrebbe cancellarla. Il primo passo è il censimento di tutti i luoghi di culto: lo sto già facendo in autonomia raccogliendo decine di segnalazioni dai cittadini per poi pretenderne dai sindaci la chiusura, proprio come ho fatto a Padova. Ma la vera svolta arriverà con le nostre nuove norme: anche le associazioni islamiche dovranno pubblicare i loro bilanci e redigere statuti conformi al nostro ordinamento, dove si conferma che qua valgono le nostre leggi, anche se in contrasto con il Corano. E poi stop ai finanziamenti dall'estero, sì a registri ufficiali degli imam, e dei luoghi di culto. Regole chiare che chi non rispetterà sarà messo al bando.

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