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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
29.11.2025 Fallimenti a raffica a sinistra
Commento di Daniele Capezzone

Testata: Libero
Data: 29 novembre 2025
Pagina: 1/16
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: «La Caporetto mediatica di Schlein & compagni»

Riprendiamo da LIBERO di oggi 29/11/2025, a pag. 1/16, con il titolo "La Caporetto mediatica di Schlein & compagni", il commento di Daniele Capezzone. 

Confessioni di un liberale. Daniele Capezzone al Caffè della Versiliana  Giovedì 14 luglio, ore 18:30 - Versiliana Festival
Daniele Capezzone

Un fallimento dietro l'altro. Analisi della pessima comunicazione pubblica di Elly Schlein e del suo PD di Daniele Capezzone che, con questo commento, chiude la sua esperienza a Libero. Auguri per la direzione de Il Tempo!

C’è qualcosa di tenero nel senso di smarrimento che si è crudelmente impossessato delle guardie rosse di Elly Schlein, cioè i suoi pasdaran nel partito e nei media, a tratti intercambiabili gli uni con gli altri. Due giorni fa erano gasatissimi per la “sfida” schleiniana a Giorgia Meloni. Consiglieri politici e gazzettieri unificati erano lì tutti compiaciuti, lesti a darsi ragione gli uni con gli altri, esaltati all’idea di una Elly all’attacco in trasferta, tipo il Milan di Sacchi in pressing alto al Bernabeu di Madrid: «Vengo ad Atreju ma solo per un faccia a faccia con Giorgia». Esaltazione della curva, e giù titoli surreali sulla Meloni impaurita, sulla premier in fuga, e via sparacchiando sciocchezze autoconosolatorie.
Sappiamo bene come sia finita ventiquattr’ore dopo: con una piccola ma significativa Caporetto politica e mediatica del Pd. A Meloni è bastato un gioco da ragazzi, e cioè invitare pure Giuseppe Conte, lasciando intendere come la leadership del centrosinistra fosse (e sia) tutta da decidere, per far saltare i piani della segretaria del Nazareno.
Conte ci ha ovviamente messo del suo, non parendogli vero di infliggere a Elly, senza lasciare troppe impronte digitali, un’ennesima umiliazione.
La realtà è che la politica ha le sue regole, e pensare di risolvere tutto con una furbata o un’escogitazione mediatica non ha senso. Molto semplicemente, l’operazione non riesce.
Sta qui il punto. Schlein continua a far finta di non vedere che la strada maestra sarebbe quella di un chiarimento di fondo sui temi: davvero pensa di inseguire ogni massimalismo, da quello della Cgil a quello dell’Anm, da quello pro Pal al pacifismo anti-occidentale? La sua risposta è stata sistematicamente riassumibile in questi termini: sì, perché in questo modo (essendo “testardamente unitaria”), otterrò la formazione della coalizione e soprattutto la sua guida. Risultato? Si è schiacciata su una linea politica indecorosa, non ha ancora la coalizione, e soprattutto può scordarsi la leadership.
In tutt’altra circostanza, ben più tragica, e con ben altri interlocutori, come si sa, Winston Churchill spiegò: «Potevate scegliere tra il disonore e la guerra: avete scelto il disonore e avrete la guerra».
Nel loro piccolo, pure quelli del Pd potevano scegliere tra l’esser gregari culturalmente e invece sobbarcarsi il rischio di un minimo di scontro politico. Ma hanno rifiutato quest’ultima opzione: e, come risultato, prima sono diventati gregari di grillini ed estremisti assortiti, e poi avranno lo stesso uno scontro politico da affrontare.
Contenti loro...
Ps. Con questo articolo si conclude la mia piacevolissima esperienza a Libero, mentre la prossima settimana ne inizierà una nuova in un altro quotidiano di questo stesso gruppo editoriale, Il Tempo. Un saluto affettuoso e riconoscente ai lettori e ai colleghi, splendidi gli uni e gli altri. E grazie di cuore agli editori per l’opportunità e la fiducia.

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