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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
25.11.2025 Il nuovo metro della sicurezza di Israele
Editoriali de Il Foglio

Testata: Il Foglio
Data: 25 novembre 2025
Pagina: 3
Autore: Editoriali
Titolo: «Il nuovo metro della sicurezza di Israele»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 22/11/2025, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Il nuovo metro della sicurezza di Israele".

Il nuovo metro della sicurezza di Israele | Il Foglio
L’uccisione di Haytham Ali Tabatabai rientra nella strategia israeliana di impedire il riarmo di Hezbollah, nonostante il rallentamento della cooperazione libanese prevista dall’accordo di cessate il fuoco. Tsahal continua a intervenire per mantenere sotto controllo il gruppo sciita, concordando le operazioni con gli Stati Uniti

Domenica scorsa l’esercito israeliano ha dichiarato di aver eliminato Haytham Ali Tabatabai, uno dei principali leader di Hezbollah. Tsahal è tornato a colpire Beirut, la capitale del Libano, con l’obiettivo di bloccare il riarmo di Hezbollah che, secondo gli israeliani, era proprio coordinato e gestito da Tabatabai, il cui ruolo era equiparabile a quello di capo di stato maggiore per il gruppo sciita con cui Israele ha combattuto più di una guerra. L’ultima è stata lo scorso anno e si è conclusa con un accordo di cessate il fuoco, mediato anche dagli Stati Uniti, secondo il quale Hezbollah doveva ritirarsi al di sopra del fiume Leonte e il Libano doveva procedere con la smilitarizzazione del gruppo. Israele, durante la guerra, è riuscito a decimare le capacità di Hezbollah, ha distrutto la leadership e ora, secondo l’accordo, può intervenire ogni volta che vede tentativi di riarmo. Gli israeliani forniscono al governo e all’esercito del Libano informazioni di intelligence per andare a colpire Hezbollah, tuttavia il lavoro libanese ha iniziato a rallentaree sta a Tsahal agire, concordando gli attacchi con gli americani, per tenere a bada Hezbollah.

L’uccisione di Haytham Ali Tabatabai va letta in questa cornice, ma bisogna anche considerare che il Libano e il trattamento di Hezbollah sono un messaggio che Israele manda anche al resto dei nemici e manda anche a Gaza, facendo capire a qualsiasi entità che si insedierà al posto di Hamas nella Striscia, che Israele sarà capace di continuare ad agire per fermare ogni violazione dell’accordo. Il Libano dimostra che ancora una volta gli israeliani devono badare alla loro sicurezza e mettere fine al potere dei gruppi armati è un lavoro complesso che il governo non sempre è disposto a fare o ha le capacità per farlo. Colpendo Hezbollah, Israele manda un messaggio anche dentro Gaza e a chi pensa che verrà tollerata la permanenza di Hamas, neppure sotto altre forme.

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