Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Riecco l’accusa del sangue anche all’University College di Londra Editoriale del Foglio
Testata: Il Foglio Data: 16 novembre 2025 Pagina: 3 Autore: Redazione de Il Foglio Titolo: «Riecco l’accusa del sangue»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 16/11/2025, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Riecco l’accusa del sangue".
Dopo il 7 ottobre è riemersa la vecchia accusa del “sangue ebraico”, un mito medievale riproposto persino all’University College di Londra, dove un’accademica ha evocato presunti riti sanguinari. L’episodio si inserisce nella lunga scia di falsità antiebraiche
Alungo confinata nelle lugubri cronache medievali, l’accusa del sangue contro gli ebrei era stata rinverdita dai nazisti per relegarla nell’ignominia con i loro orrori. Fino a oggi che gli ebrei prendessero il sangue dei “gentili” lo dicevano soltanto i malati di mente. Poi è arrivato il 7 ottobre e ora lo dicono anche all’University College di Londra. La menzogna che ha portato al massacro di così tanti ebrei è tornata alla ribalta. La calunnia che ha causato così tante persecuzioni, espulsioni e spargimenti di sangue antiebraici si è risvegliata, come uno zombi, dal suo sonno storico.
Questa settimana, all’University College di Londra, si è tenuta una conferenza in cui si è ipotizzato che gli ebrei uccidano i gentili e usino il loro sangue in rituali perversi. I commenti sono stati fatti da Samar Maqusi, un’accademica statunitense. La Gran Bretagna è la patria della calunnia del sangue: la prima accusa di consumo di sangue rivolta agli ebrei è stata quella di Norwich nel 1144, quando un bambino cristiano di nome William fu assassinato e gli ebrei incolpati. Dovrebbe scuotere la coscienza di ogni britannico perbene il fatto che novecento anni dopo gli ebrei inglesi debbano ancora una volta sopportare voci sulla loro malvagità sanguinaria. Maqusi è stata denunciata alla polizia. E l’università ha proibito agli “Studenti per la Giustizia in Palestina” di tenere ulteriori riunioni.
Ma il vile spettacolo andato in scena non è un episodio isolato. Avvelenatori di pozzi, trafficanti di organi, infanticidi, affamatori di popoli: non abbiamo sentito questo e molto altro sugli ebrei dopo il 7 ottobre? Il 17 agosto 2009, l’Aftonbladet, il più venduto e antico quotidiano svedese, pubblicò un articolo di Donald Boström, in cui il giornalista, senza fonti né prove, scriveva che l’esercito israeliano, in combutta con l’establishment medico, aveva rapito numerosi palestinesi per prelevarne gli organi. In certi ambienti occidentali c’è una frenesia di sangue ebraico.
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