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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
10.11.2025 Cari compagni, le patrimoniali sono già undici
Editoriale di Daniele Capezzone

Testata: Libero
Data: 10 novembre 2025
Pagina: 1/10
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: «Cari compagni le patrimoniali sono già undici»

Riprendiamo da LIBERO di oggi 10/11/2025, a pag. 1/10, con il titolo "Cari compagni le patrimoniali sono già undici", il commento di Daniele Capezzone. 

Confessioni di un liberale. Daniele Capezzone al Caffè della Versiliana  Giovedì 14 luglio, ore 18:30 - Versiliana Festival
Daniele Capezzone

La tassa patrimoniale c'è già. Anzi ce ne sono undici, sotto diverse forme, come il bollo auto, il canone e le tasse sulla casa. Ma la sinistra ne vuole introdurre di nuove perché in fondo resta comunista e vuole l'esproprio.

E poi hanno il coraggio di dirti che non devi chiamarli comunisti. E forse è vero, perché dovresti aggiungere che sono pure imbroglioni.
Esempio: da qualche giorno è ripartito il coretto “ci vuole la patrimoniale”. E lì il comunista gode, si sa, perché la proprietà è un furto e i ricchi vanno puniti, mica incentivati a far circolare denaro e a creare altra ricchezza. È la ben nota propensione di alcuni a considerare la ricchezza privata come qualcosa di “sequestrabile” dallo Stato: una logica da regime.
Ma - ecco il punto - dove sta l’imbroglio? Nel fatto che in Italia la patrimoniale c’è già.
Anzi, ce ne sono più o meno undici, secondo un censimento sommario e forse perfino incompleto. Avrebbe detto il grande Rino Tommasi: sono undici «sul mio personalissimo cartellino». La più devastante è ovviamente quella sugli immobili (Imu/Tasi), ma l’elenco è interminabile. Bollo auto; canone radio tv; diritti catastali; imposta di bollo; imposta di registro e sostitutiva; imposta ipotecaria; imposta sul patrimonio netto delle imprese; imposta su imbarcazioni e aeromobili; imposta su transazioni finanziarie; imposta su successioni e donazioni.
Ricorderete cosa accadde nel 2011, con il macigno Imu/Tasi quasi triplicato: e con i ben noti conseguenti effetti sulla liquidità delle famiglie, sulla svalutazione degli immobili, sul crollo del mercato immobiliare. Prima di quell’intervento il gettito fiscale derivante dal mattone italiano era di circa 8 miliardi annui; dopo la “cura” si impennò a 25; da quel momento ne sono stati tagliati solo 4 (cioè il gettito annuo della tassa sulla prima casa, che peraltro non è stata nemmeno tolta per tutte le abitazioni). Morale: resta tuttora una patrimoniale immobiliare da circa 21 miliardi l’anno. In un decennio, per dire, ci sono stati 210 miliardi di liquidità sottratta alle famiglie e inevitabilmente tolta ai consumi.
E qui sta la distorsione mentale dei compagni, il loro andare contromano in autostrada. Tra persone normali, il tema sarebbe quello di capire (in un orizzonte di cinque-dieci anni) come ridurre piano piano le patrimoniali esistenti. E invece loro chiedono di aumentarle. Anzi di “introdurle”, come se già non ci fossero.
Come sempre dunque occorre usare la sinistra alla stregua di una bussola al contrario, e fare esattamente l’inverso. Il mio personale auspicio, se il centrodestra rivincerà le Politiche nel 2027, è che, anche a piccolissimi passi, cioè procedendo per step minimali, si prenda anno dopo anno l’iniziativa di abbassare un poco le patrimoniali esistenti a partire da quella immobiliare. Sarebbe un bel segnale per un settore economico decisivo e per un numero altissimo di famiglie italiane.
La sinistra strillerà? Pazienza. Si sa: da quelle parti c’è una travolgente passione erotica verso obblighi, tasse e burocrazia. Fare il contrario significa acquisire la garanzia economica, politica e direi quasi morale di procedere nella direzione più giusta per l’Italia.

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