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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
28.09.2025 ONU: il ritorno del capro espiatorio
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 28 settembre 2025
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «ONU: il ritorno del capro espiatorio»

ONU: il ritorno del capro espiatorio
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.info/2025/09/onu-le-retour-du-bouc-emissaire-320361.html

 
Michelle Mazel

Parla Netanyahu, fuga dall'aula. Per nessun altro capo di Stato o di governo che ha parlato all'Assemblea Generale si è ripetuta questa scena. Nemmeno per i criminali di guerra conclamati, nemmeno per i peggiori dittatori che perseguitano le minoranze nei loro paesi. Israele torna a svolgere il ruolo di capro espiatorio.

Settembre 2025. Ottant'anni dopo la liberazione dei campi di sterminio e due anni dopo le atrocità del 7 ottobre 2023, mentre gli ostaggi sono ancora in pericolo di vita nell'inferno dei tunnel di Hamas, l'Assemblea Generale annuale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite si è trasformata in un tribunale in cui sul banco degli imputati c’è lo Stato ebraico.

Il che non fa che rispecchiare quel che sta accadendo oggi. Stanno cercando di escluderlo dall'Eurovision e dal calcio europeo, persino dalle Olimpiadi; israeliani ed ebrei vengono braccati. Un grande successo per i nemici dello Stato ebraico e i loro alleati antisemiti: è stato tra i fischi che Benjamin Netanyahu è salito sul podio. Decine di diplomatici in rappresentanza dei Paesi più rispettabili hanno lasciato la sala, con fischi di protesta rivolti al Primo Ministro dello Stato ebraico. Israele è ostracizzato dalle nazioni. Una posizione che sembra sia spettare solo a lui. Non c’erano Paesi più degni di questo trattamento? Prendiamo ad esempio la Repubblica degli Ayatollah. Non fa mistero del suo desiderio di distruggere quella che definisce “l'entità sionista” e persegue attivamente questo obiettivo, finanziando e armando i nemici di Israele. Ma non è questo il punto. Esercita una dittatura feroce e una repressione spietata. Vengono violati I diritti umani, in particolare quelli delle donne. L'Iran ha speso miliardi di dollari per sviluppare missili balistici e, soprattutto, armi nucleari, una minaccia per il mondo intero. Eppure, mercoledì 24 settembre, tra gli applausi, il Presidente Massoud Pezeshkian ha annunciato senza ridere che il suo Paese non vuole acquisire un'arma del genere.

Che dire poi del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che perseguita la minoranza curda ma che ha scelto di denunciare la situazione a Gaza come “il punto più basso dell'umanità”? È pur vero che il suo Paese si rifiuta ancora oggi di riconoscere il massacro degli Armeni. Quest'anno, infatti, per avere il consenso è stato chiaro: non si deve parlare di ciò che accade in Patria ma bisogna concentrarsi sugli attacchi al capro espiatorio tradizionale, Israele.

Il Qatar non ha menzionato la Fratellanza Musulmana, nonostante l'Europa si stia finalmente rendendo conto del pericolo che essa rappresenta, e non ha dato spiegazioni sul ruolo del principale organo di propaganda della Fratellanza, il canale Al Jazeera, di proprietà dell'emiro. Entrambe le parti hanno espresso una condanna inequivocabile per i combattimenti in corso a Gaza e per gli attacchi alla popolazione civile. Tuttavia, ci sono attacchi ben più gravi. In Sudan, ad esempio: secondo Le Monde, “Ad oggi, la guerra iniziata nel 2023 ha causato più di 150.000 morti e, su una popolazione di oltre 50 milioni di persone, il numero dei feriti si aggira sulle centinaia di migliaia. I combattimenti hanno causato lo sfollamento di circa 12 milioni di persone, stipate in campi di tende, senza scuole né ospedali.”  Ma tutto ciò non interessa a nessuno. E nessuno ha trovato la soluzione magica per fermare la guerra a Gaza, liberare gli ostaggi e porre fine al regno del terrorismo di Hamas.


takinut3@gmail.com

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