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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Shalom Rassegna Stampa
26.09.2025 Il 7 ottobre visto dalla Germania
Intervista di Claudia De Benedetti a Mark Indig

Testata: Shalom
Data: 26 settembre 2025
Pagina: 1
Autore: Claudia De Benedetti
Titolo: «L’anniversario del 7 ottobre nel segno dei 60 anni di relazioni diplomatiche con la Germania»

Riprendiamo da SHALOM l'intervista di Claudia De Benedetti a Mark Indig dal titolo "L’anniversario del 7 ottobre nel segno dei 60 anni di relazioni diplomatiche con la Germania".


Claudia De Benedetti

Mark Indig, il presidente della DIG, associazione dell'amicizia Germania-Israele

Fondata nel 1966, la Deutsch-Israelische Gesellschaft di Treviri (DIG) è l’organizzazione centrale apartitica della Repubblica Federale di Germania, in cui gli amici di Israele si impegnano concretamente per favorire le relazioni con lo Stato di Israele e con i suoi cittadini. Con sede a Berlino, ha oltre 9.000 membri e più di 50 gruppi di lavoro in tutto il Paese. Shalom ha intervistato il Presidente della DIG Mark Indig.

Dottor Indig come vede il secondo anniversario del 7 ottobre?
Sono trascorsi due anni ma le ferite non si sono rimarginate. Il dolore e la rabbia sono sempre presenti. Come amici di Israele soffriamo per la situazione che Israele sta vivendo, in particolare per gli ostaggi detenuti da Hamas e per le loro famiglie. Gli ostaggi rimasti devono essere rilasciati e i morti devono tornare a casa.

L’antisemitismo in Germania ha assunto nuove proporzioni decisamente preoccupanti. Come affrontate la situazione?
Non importa l’origine dell’antisemitismo, non importa sotto quale forma si palesi, dobbiamo combattere questo odio: l’odio per gli ebrei e l’odio per Israele. Finché l’antisemitismo e l’odio per Israele si troveranno nelle strade e nelle piazze della Germania, nelle aule e nei pub, non riusciremo a mostrarci degni della riconciliazionedi cui godiamo da sessanta anni. La responsabilità tedesca per la sicurezza di Israele e del suo popolo e per il popolo ebraico è e rimane una pietra miliare della politica estera tedesca. La Germania è impegnata a combattere l’antisemitismo e a proteggere la vita ebraica per garantire che un crimine contro l’umanità come la Shoah non si ripeta mai più. Il sessantesimo anniversario non cade in un momento facile: dopo i terribili attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023, la Germania è saldamente al fianco di Israele.

Il 2025 è un anno speciale per la Germania e per Israele?
Sì, Israele e Germania hanno stabilito le relazioni diplomatiche 60 anni fa. Dopo gli orrori della Shoah e le terribili sofferenze inflitte al popolo ebraico dal regime nazista il riavvicinamento sembrava del tutto impensabile negli anni di fondazione dei due Stati, ecco perché l’amicizia che lega oggi i due Paesi è preziosa. Un’amicizia caratterizzata non solo da una stretta cooperazione politica ed economica ma anche da intensi contatti a tutti i livelli della società civile che vanno dalle numerose collaborazioni nei settori della cultura e della scienza, agli eventi spostivi, fino a più di cento partenariati tra città. Anche il programma di scambio giovanile è importante: è iniziato 70 anni fa, quando i primi gruppi di giovani tedeschi si sono recati in Israele.

Come è avvenuto il riavvicinamento tra Germania e Israele?
Le basi furono gettate il 10 settembre 1952: con l’Accordo di Lussemburgo la Germania riconobbe la sua responsabilità per la Shoah e accettò di pagare le riparazioni a Israele. Konrad Adenauer, allora cancelliere federale tedesco, e David Ben-Gurion, allora primo ministro israeliano, si incontrarono per la prima volta il 14 marzo 1960 a New York; il 12 maggio 1965, il cancelliere federale Ludwig Erhard e il primo ministro israeliano Levi Eshkol concordarono di stabilire relazioni diplomatiche.

Quale è il significato delle iniziative che organizzate?
Con i nostri eventi vogliamo aumentare la consapevolezza della lotta quotidiana di Israele per un’esistenza sicura e promuovere una solidarietà duratura. Dobbiamo prendere atto con rammarico che vi sono spesso incomprensione e talvolta odio immotivato, molti tedeschi giudicano erroneamente quanto accade in Israele. Non vogliamo che i tedeschi perdano il loro approccio critico ma crediamo sia importante comprendere il grande impegno con cui facciamo quotidianamente i conti con la nostra pesante eredità storica.

Per inviare a Shalom la propria opinione, telefonare: 06/87450205, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


redazione@shalom.it

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