Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Freedom Flottilla 2: Una nuova messinscena mediatica Commento di Stefano Parisi
Testata: Setteottobre Data: 02 settembre 2025 Pagina: 1 Autore: Stefano Parisi Titolo: «Freedom Flottilla 2: Una nuova messinscena mediatica»
Freedom Flottilla 2: Una nuova messinscena mediatica Commento di Stefano Parisi
Stefano Parisi
La seconda flottiglia per Gaza parte sapendo di essere fermata da Israele, lo scopo non è quello di portare aiuti a Gaza, ma solo quello di fare la vittima, di far clamore per motivi politici di fiancheggiamento di Hamas
La cosiddetta “flottilla per Gaza”, a cui parteciperà ancora una volta Greta Thunberg, rilancia un’iniziativa che non ha niente a che vedere con l’aiuto della popolazione civile. È solo ricerca di riflettori, pura propaganda.
Nei suoi finti scopi umanitari e pacifisti la missione è già previsto che fallisca, per tre ragioni ben note agli attivisti della “flotilla”:
1) Impossibilità di attracco:
Gaza non dispone di un porto in grado di ricevere navi di queste dimensioni.
2) Illegalità di accesso secondo regolamento internazionale:
il blocco navale israeliano, previsto e formalmente riconosciuto dai procedimenti internazionali, è in vigore da quasi due decenni per impedire traffico di armi.
3) Inutilità pratica:
Se anche la “flotilla” riuscisse a raggiungere la costa della Striscia, attraccare e sbarcare, non avrebbe la capacità di compensare le carenze delle Nazioni Unite, GHF e tutte le altre ONG che lavorano per la consegna degli aiuti umanitari a Gaza.
Inoltre, la Freedom Flotilla Coalition raccoglie fondi in diversi Paesi senza trasparenza sui donatori principali, rendendo ancora più chiara la reale natura della missione.
Invece la “Flottilla” è già uno straordinario successo mediatico! È proprio il suo fallimento lo scopo dell’operazione.
Poveri militanti pacifisti che navigano per liberare i palestinesi dal giogo dell’occupante aggressore e sono fermati, e costretti a tornare a casa, con il favore delle telecamere. Con buona pace per il destino dei palestinesi, per la sicurezza degli israeliani, e per la pace.