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Chi sta affamando davvero Gaza 06/06/2025

Chi sta affamando davvero Gaza
Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello

Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.



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Il Riformista Rassegna Stampa
29.08.2025 Gli ospedali di Gaza sono basi di Hamas, ecco chi è il responsabile
Analisi di Paolo Crucianelli

Testata: Il Riformista
Data: 29 agosto 2025
Pagina: 5
Autore: Paolo Crucianelli
Titolo: «Al Barash, il medico che ha trasformato gli ospedali in basi operative di Hamas»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, del 29/08/2025, a pagina 5, il commento di Paolo Crucianelli dal titolo "Al Barash, il medico che ha trasformato gli ospedali in basi operative di Hamas".

Munir al Barash, il "ministro della Sanità" di Hamas è l'uomo che ha trasformato gli ospedali in basi terroristiche, depositi di armi e centri per la disinformazione. Invece di curare e proteggere vite, le strutture sanitarie di Gaza servono a distruggerle. E se Israele le colpisce, si becca una condanna internazionale.

L’attacco che ha colpito l’ospedale Nasser a Khan Younis ha suscitato, com’era prevedibile, un’ondata di indignazione internazionale. Le immagini dei soccorritori coinvolti nell’esplosione hanno fatto il giro del mondo e, come spesso accade in questi casi, si è gridato subito al crimine di guerra. Eppure, non ci sono ancora certezze su quanto accaduto.

Le prime ricostruzioni parlano di un doppio attacco, ma non è chiaro se il secondo colpo fosse mirato o se si sia trattato di una tragica fatalità. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver avviato un’indagine interna per chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità. È una posizione doverosa, anche perché Israele sa bene quanto alto sia il costo politico e morale di un errore di questo tipo. Tuttavia, bisogna avere il coraggio di dire ciò che in troppi fi ngono di non vedere: incidenti del genere, per quanto tragici, sono quasi inevitabili quando Hamas decide di trasformare gli ospedali in basi militari operative.

E a rendere sistematico questo doppio uso degli ospedali è un uomo in particolare: il dottor Munir Al-Barash, ministro della Sanità de facto di Gaza, membro attivo di Hamas, uomo d’affari e braccio economico del gruppo terroristico. Uno degli uomini più ricchi di Gaza. È infatti anche a capo dell’organizzazione agricola Namaa, che monopolizza tutta l’agricoltura della Striscia, fornendo supporto alimentare ed economico ad Hamas. La sua connessione con la famiglia Haniyeh è particolarmente significativa: varie fotografie lo ritraggono in compagnia di Ismail Haniyeh (ex capo di Hamas, ucciso lo scorso anno dall’Idf) e dei suoi familiari durante eventi pubblici. Alcuni ambienti sostengono addirittura che Al Barash abbia gestito direttamente il patrimonio della famiglia Haniyeh.

È proprio Al-Barash che ha ideato, permesso e realizzato la trasformazione delle strutture ospedaliere in centri logistici e di comando militare, strumentalizzando al contempo la sua fi gura di medico per alimentare la macchina propagandistica di Hamas contro Israele. La sua figura incarna quindi un triplice ruolo: medico, militante e finanziatore, che gli consente di legittimarsi pubblicamente come difensore della salute, pur muovendo leve strategiche e propagandistiche a favore di Hamas.

Gli ospedali dovrebbero essere luoghi di cura e di neutralità, ma sotto la direzione di Al-Barash sono invece diventati depositi di armi, rifugi per miliziani, centri per la disinformazione. È questa la realtà che va denunciata con forza, perché il vero tradimento della neutralità medica avviene proprio quando chi dovrebbe proteggerla la svende agli interessi militari del terrorismo. La lettura dei fatti, in particolare di quelli bellici, va fatta a 360 gradi. Non serve a niente urlare al massacro se ci si rifi uta sistematicamente di capire perché un ospedale diventa un obiettivo, e chi lo ha reso tale.

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redazione@ilriformista.it

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