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Chi sta affamando davvero Gaza 06/06/2025

Chi sta affamando davvero Gaza
Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello

Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
29.08.2025 Nella Striscia di Gaza, Israele è alla caccia del gruppo di Hamas per cancellarlo
Analisi di Antonio Donno

Testata: Informazione Corretta
Data: 29 agosto 2025
Pagina: 1
Autore: Antonio Donno
Titolo: «Nella Striscia di Gaza, Israele è alla caccia del gruppo di Hamas per cancellarlo»

Nella Striscia di Gaza, Israele è alla caccia del gruppo di Hamas per cancellarlo 
Analisi di Antonio Donno

Antonio Donno
Antonio Donno

Soldati israeliani in azione a Gaza. Spesso si dimentica che la causa della guerra è il pogrom del 7 ottobre scatenato da Hamas. E lo scopo della guerra è liberare gli ostaggi e sconfiggere i terroristi di Hamas. I governi europei sembrano averlo dimenticato, trattano Israele da aggressore. Ma per gli israeliani, fermare la guerra adesso e accettare una pace di compromesso sarebbe una sconfitta grave.

Molti hanno dimenticato, o fingono di dimenticare, da dove derivi l’assedio israeliano nella Striscia di Gaza contro Hamas. Era il 7 ottobre 2023 quando i terroristi di Hamas hanno fatto strage di più di mille israeliani ai confini nord della Striscia. Fu un eccidio senza precedenti che Israele non ha dimenticato e che deve essere ancora completamente risarcito. Fu in quell’occasione che Israele dette una svolta alla sua guerra contro i gruppi terroristici, Hamas e Hezbollah. Per Hezbollah la vicenda si è chiusa alquanto rapidamente, con l’eliminazione sistematica del gruppo anche nelle sue sedi di comando poste nei palazzi di Beirut, in Libano. Hamas ha ricevuto gravi colpi da Israele, ma è riuscito a rifugiarsi all’interno di Gaza, in mezzo alla popolazione, che fa da scudo umano all’offensiva dell’esercito di Israele. Questa è una situazione che con il tempo ha finito per mettere sotto accusa Israele, colpevole di accanirsi con i suoi attacchi anche a spese delle gente di Gaza.

     L’ipocrisia internazionale ha avuto modo di manifestarsi con il passare dei mesi contro l’azione militare israeliana nella Striscia di Gaza. Era l’obiettivo dei residui di Hamas, una volta confluiti all’interno di Gaza. E per ora il gruppo terroristico tiene testa, in qualche mondo, all’esercito di Gerusalemme, il quale deve penetrare progressivamente all’interno dei cunicoli nei quali i terroristi si trincerano insieme agli ostaggi israeliani, sempre meno numerosi in vita e in condizioni disumane, come le immagini diffuse da Hamas hanno dimostrato con estrema crudeltà. Questa situazione ha creato un grave malessere nella popolazione dello Stato ebraico, che manifesta contro il governo di Netanyahu perché non si decide a giungere ad un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi, vivi e morti.

     Andare ad accordi con Hamas sarebbe una grave sconfitta per Israele. In questo modo, Hamas scongiurerebbe il suo esito finale, come quello di Hezbollah, e sopravviverebbe per ricostituirsi e continuare la sua azione terroristica contro Israele. Sarebbe un successo per il gruppo terroristico e per le molte persone che, a livello internazionale, condannano Israele per il suo assedio di Gaza. Per costoro l’eccidio del 7 ottobre è un episodio passato nel dimenticatoio. L’antisemitismo fa la sua parte in quest’atteggiamento. È comprensibile la posizione della fetta di popolo che vuole la liberazione degli ostaggi, pur accettando un compromesso assai pesante per lo Stato ebraico. Né si può immaginare che cosa potrà chiedere Hamas, approfittando dell’onda di indignazione della gente di Israele contro Netanyahu. In una situazione di gravissima difficoltà, Hamas gioca le sue ultime carte, esponendo gli ostaggi israeliani in una sorta di fiera campionaria disumana davanti al popolo di Israele.

     Può Netanyahu accettare un accordo di questo genere? Può Israele subire una sconfitta atroce accettando il ricatto di Hamas? Non può e, per questo motivo, l’esercito israeliano sta procedendo a insinuarsi all’interno del sottosuolo di Gaza e scovare ed eliminare i terroristi di Hamas. Un’operazione di estrema pericolosità, ma è l’unica in grado di costringere Hamas ad accettare un accordo – questa volta favorevole a Israele – che liberi gli ostaggi israeliani, pur si salvare i resti del gruppo. È un’estrema risorsa per Israele, ma è l’unica oggi praticabile per sperare di giungere ad un esito positivo. Certo, il tributo di sangue della popolazione di Gaza è molto alto e sono in molti a criticare Israele per un intervento che porta alla morte di molti gazawi. Ma è troppo facile per chi sta comodamente seduto in poltrona a guardare la televisione o a leggere i giornali – come l’Adriano Sofri sul “foglio” di ieri – criticare Israele per quello che sta facendo a Gaza o condannare in continuazione Netanyahu, dimenticando – o fingendo di dimenticare – che il leader israeliano ha difeso con grande intelligenza il suo paese per quasi due decenni, mentre Israele faceva passi da gigante nel campo dell’economia.

     L’azione militare che sta compiendo Israele nella Striscia di Gaza non ha alternative. Provocherà vittime tra la popolazione civile, anche se l’esercito israeliano comunica per tempo ai gazawi di spostarsi in luoghi più sicuri, in previsione di un attacco. Ma la morte di tanti civili non è da imputare a Israele, ma ad Hamas, che usa la gente della Striscia come scudi umani, pur di sopravvivere. Adriano Sofri, e molti come lui, lo sanno, ma preferiscono ipocritamente un obiettivo più semplice e sempre a portata di mano: Israele e il suo governo.

 


takinut3@gmail.com

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