2002-01-04 Lettera aperta al Cardinale Piovanelli...
Federico Steinhaus ha inviato al Corriere della Sera una lettera in risposta all'articolo del Cardinale Silvano
Testata: Corriere della Sera
Data: 04/01/2002
Pagina: 1
Autore: Cardinale Silvano Piovanelli
Titolo: Ebrei e arabi si liberino da miti e fantasmi nazionalistici
Federico Steinhaus ha inviato al Corriere della Sera una lettera in risposta all'articolo del Cardinale Silvano Piovanelli pubblicato venerdì 4 gennaio 2002, dal titolo: "Ebrei e arabi si liberino da miti e fantasmi nazionalistici".
Mentre scriviamo non è ancora uscita sul Corriere. La anticipiamo per i nostri lettori.

Eminenza,
ho letto con attenzione il Suo intervento sul Corriere di oggi, venerdi 4 gennaio.
Lei lo ha scritto mosso da profondi sentimenti religiosi e morali,che io condivido appieno; mi permetta pertanto di fare alcune modeste osservazioni e precisazioni, che non intendono screditare i pensieri da Lei così bene espressi.
Nel secondo capoverso, Lei parla, forse per un lapsus, di "conflitto ebraico-palestinese". No, non è un conflitto fra EBREI e palestinesi, bensì tra lo Stato d' Israele ed i suoi vicini (dapprima tutto il mondo arabo, ora solamente alcuni stati arabi e musulmani e quella parte del popolo palestinese che non vuole accettare l' esistenza di uno stato ebraico in Palestina. Il Suo lapsus potrebbe causare malintesi se manipolato da chi si muove nelle ombre sempre incombenti dell' antisemitismo, e comprendo dal contesto del Suo intervento che nulla potrebbe essere più lontano dalle Sue intenzioni.
Ugualmente, non posso condividere la Sua opinione che gli arabi siano vittime innocenti di manipolazioni provenienti dall' esterno. La prego di verificare il sito ufficiale dell' Autorità Palestinese, con la cartina della regione che non contempla l' esistenza di Israele ed indica città come Haifa definendole palestinesi; La prego di verificare il sito della figlia di Nemer Hammad "Palestina nel cuore", infarcito di antisemitismo, revisionismo e filo-nazismo; La prego di rileggere la carta costitutiva dell' OLP, alla radice dell' attuale entità politica palestinese e mai emendata della sua negazione del diritto di Israele ad esistere;e potrei indicarLe molte altre amenità che non provengono dall' esterno del mondo arabo.
Infine, l' intervento dell' ONU che Lei auspica. L' ONU che con Annan ha tollerato a Durban una sollevazione antisemita nell' ambito della ONG? L' ONU che aveva deliberato l' identità fra sionismo e razzismo? L' ONU che aveva condannato gli accordi di pace fra Begin e Sadat?L' ONU che con U Thant aveva dato via libera all' invasione dell' esercito di Nasser nel 1967? L' ONU che con Waldheim si era schierata con gli Hezbollah libanesi? Non è questione di fiducia, una fiducia che Israele non può nutrire né nei confronti dei suoi partners/antagonisti né nelle istituzioni internazionali:
ha ragione Lei sul resto, occorre uno sforzo immane per scrollarsi di dosso gravami politici e psicologici, perché la pace si fa solo col nemico, e solo quando entrambi i contendenti vogliono realmente correre il rischio dei compromessi e delle rinunce.

La ringrazio per la Sua cortese attenzione, e spero con Lei che questo 2002 possa essere un anno di svolta verso la convivenza pacifica ed il reciproco rispetto fra tutti i popoli della regione.

Molti cordiali saluti
Federico Steinhaus, presidente della Comunità Ebraica di Merano



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