8 marzo 2024, femministe vergognatevi! 08/03/2024
Diario di guerra di Deborah Fait
Autore: Deborah Fait

8 marzo 2024, femministe vergognatevi!
Diario di guerra di Deborah Fait


L'associazione femminista "Non una di meno" accetta l'umiliazione delle donne, a patto che sia fatta da Hamas. Così facendo, si rivelano essere delle pessime femministe e delle ottime razziste.

I seni amputati col taglierino mentre venivano stuprate, ad altre hanno parato chiodi nella vagina, altre sono state divise in due , con il bacino fratturato dalla violenza. Erano donne ebree, erano ragazze israeliane, erano bambine. Eppure oggi, 8 marzo, le donne di Non-una-di-meno e altri gruppi di cialtrone che si autodefiniscono femministe, non sfileranno in nome delle nostre donne torturate e massacrate con stupri e femminicidi di massa. Non li chiamo movimenti femministi perché mi vergogno. Questi sono gruppi antisemiti e razzisti, niente di più e niente di meno. Dicono di manifestare contro il patriarcato e allora dovrebbero spiegare perché dal 7 Ottobre manifestano per Hamas, cioè per un governo di terroristi che è l’emblema barbaro del patriarcato contro cui queste stupide si scagliano. Scopriamo, attraverso una campagna sul web chiamata Equality Campaingn inc, quello che le femministe vergognosamente difendono: Vivere come persona queer a Gaza è punibile con la tortura e la morte da parte di Hamas, i governanti di Gaza. Non c’è popolazione transgender a Gaza perché qualsiasi persona trans che vive apertamente sarà eliminata da Hamas”. Richard Green, ex direttore dell’intelligence statunitense, ha dichiarato al Jerusalem Post “ È vergognoso che la comunità gay in America ignori la realtà degli omosessuali in Medio Oriente” Secondo il sito web “Queer in Gaza”, Israele garantisce il diritto d’asilo ai palestinesi LGBT che rischiano la morte a Gaza e nei Territori palestinesi e solo grazie a Israele, migliaia di omosessuali palestinesi vivono al sicuro. Israele è l’unico paese di tutto il Medio Oriente in cui i gay possono vivere in pace senza nessun tipo di discriminazione. “Come palestinese queer, sono fuggito in Israele per protezione", ha detto Abdul, in precedenza rapito e torturato da Hamas perché gay. Quello che succede nei territori palestinesi e a Gaza è del tutto simile all’Iran di cui sono fratelli. Hamas è un rappresentante del regime iraniano che ha sostenuto i massacri del 7 Ottobre. Secondo un’organizzazione britannica sui diritti dell’uomo, il regime iraniano ha giustiziato tra i 4000 e 6000 gay e lesbiche dalla rivoluzione islamica del 1979. Per forza Ahmadinejad (ve lo ricordate?) nel 2007, nel suo discorso alla Columbia University di New York disse, tra gli applausi di studenti e docenti privi di discernimento Non abbiamo omosessuali in Iran, come quelli che avete nel vostro paese”. Sicuro, li avevano sterminati tutti. È scandaloso che in Italia si debba assistere ogni settimana a manifestazioni che sostengono Hamas, ed è indegno che le cosiddette femministe, l’8 marzo, facciano altrettanto. Mentre, scrivo, si sta svolgendo a Roma una manifestazione organizzata dall’Associazione Sette Ottobre: “Per non dimenticare l’atroce violenza contro le donne ebree e israeliane commesso dai terroristi di Hamas. Per denunciare l’indifferenza e il silenzio” Diamo voce a chi è stata tolta dalla barbarie dei palestinesi. Diamola noi la voce, pensiamo noi alle donne ancora prigioniere a Gaza di cui nessuno parla, amiamole noi le donne ebree e israeliane torturate e uccise, perché non possiamo sperare niente da questa società di cialtrone e cialtroni capaci solamente di rendere il mondo in cui viviamo più brutto di quello che potrebbe essere. Ieri, 7 marzo, erano passati 5 mesi esatti dal pogrom di ottobre e ancora 134 israeliani, se vivi, sono prigionieri nelle mani dei mostri palestinesi. Nessuno chiede la loro liberazione, nessuno ne parla e noi, qui, in Israele, ci sentiamo devastati dal silenzio di un mondo che fa sentire la sua voce solo per esprimere il suo stramaledetto odio antisemita.

Deborah Fait
Deborah Fait